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L'ideaL'obiettivoIl progetto

Il 6 Novembre 2004 è nata l’Associazione “La casa di Alessandra”.

È nata per ricordare una ragazza piena di gioia e di voglia di vivere come tante sue coetanee, scomparsa prematuramente due anni prima, in un incidente stradale. È nata per aiutare tante ragazze e ragazzi come lei ad acquistare consapevolezza e a tutelare la propria vita, a rispettare se stessi e gli altri, a coltivare interessi costruttivi e a non commettere gesti avventati, a lavorare e lottare per perseguire obiettivi onesti e giusti.

Questa associazione vuole essere la preziosa eredità, nata dalla sofferenza ma foriera di gioia, lasciata da Alessandra.

Prevenire il disagio giovanile e indirizzare i giovani a più nobili valori morali significa creare luoghi e momenti di incontro e di dialogo; prendere atto dei problemi da loro denunciati e incoraggiarli ad andare avanti, superando gli ostacoli; propiziare l’acquisizione di consapevolezza e autostima, ma anche (in maniera apparentemente più banale, ma necessaria) di prudenza e riflessione sia nelle scelte della vita sia nelle circostanze quotidiane. Nella speranza che la memoria di Alessandra si rinnovi nella crescita e nella maturazione delle ragazze e dei ragazzi come lei, che possono trovare in questa associazione un’occasione di confronto reciproco e con gli adulti, di lievito umano, culturale e morale.

Se la sua scomparsa significherà una tale presa di coscienza collettiva, lei continuerà a vivere, oltre che nel ricordo di quanti la hanno amata, pure nel sorriso di tanti giovani che, senza averla mai conosciuta, riceveranno la sua eredità e la metteranno a frutto per la propria vita.

Il punto di partenza per compiere insieme questo cammino è un luogo, in cui i giovani possano incontrarsi tra loro e con gli adulti, volontari e specialisti (professori, psicologi, sociologi e così via), che vorranno dare il proprio contributo. Si chiama “la casa” perché convoglierà i pensieri e gli affetti di un vero nucleo familiare, nel quale si instaurerà un dialogo profondo e sincero e si prenderanno tante iniziative, proposte e condivise dai membri e da quanti vorranno di volta in volta partecipare.

Vi saranno gare culturali, manifestazioni musicali e teatrali, tese a coinvolgere anche le scuole e altre istituzioni. Il divertimento sarà il primo stimolo al dialogo, ma di certo non l’unico. Vi sarà uno sportello dedicato al disagio giovanile, da prevenire e risolvere con l’aiuto di specialisti, psicologi e sociologi. Ai ragazzi si offrirà inoltre una guida nella figura del “tutor” o “fratello maggiore” (non a caso, un altro termine tratto dal lessico del nucleo familiare).

Sarà istituita una biblioteca di libri scolastici usati, non soltanto per fornire testi di studio e per soddisfare i bisogni culturali dei giovani, ma anche per dare un segnale (oggi opportuno più che mai) sul versante dell’impatto ambientale. Sarà creata inoltre una “banca del tempo”: un’istituzione consistente nello scambio di servizi tra giovani e adulti, fondata sul sentimento di comunità. Si offrirà aiuto e supporto agli anziani e ai bisognosi con differenti interventi.

Saranno allestiti laboratori per le attività musicali e teatrali, per il bricolage, per tutte le performance segnalate e richieste dai giovani, che saranno così incoraggiati a incontrarsi e a trascorrere il tempo qui: in alcuni casi, saranno sottratti a luoghi meno formativi, se non propriamente Il punto di partenza per compiere insieme questo cammino è un luogo, in cui i giovani possano incontrarsi tra loro e con gli adulti, volontari e specialisti (professori, psicologi, sociologi e così via), che vorranno dare il proprio contributo. Si chiama “la casa” perché convoglierà i pensieri e gli affetti di un vero nucleo familiare, nel quale si instaurerà un dialogo profondo e sincero e si prenderanno tante iniziative, proposte e condivise dai membri e da quanti vorranno di volta in volta partecipare.

Vi saranno gare culturali, manifestazioni musicali e teatrali, tese a coinvolgere anche le scuole e altre istituzioni. Il divertimento sarà il primo stimolo al dialogo, ma di certo non l’unico. Vi sarà uno sportello dedicato al disagio giovanile, da prevenire e risolvere con l’aiuto di specialisti, psicologi e sociologi. Ai ragazzi si offrirà inoltre una guida nella figura del “tutor” o “fratello maggiore” (non a caso, un altro termine tratto dal lessico del nucleo familiare).

Sarà istituita una biblioteca di libri scolastici usati, non soltanto per fornire testi di studio e per soddisfare i bisogni culturali dei giovani, ma anche per dare un segnale (oggi opportuno più che mai) sul versante dell’impatto ambientale. Sarà creata inoltre una “banca del tempo”: Un’istituzione consistente nello scambio di servizi tra giovani e adulti, fondata sul sentimento di comunità. Si offrirà aiuto e supporto agli anziani e ai bisognosi con differenti interventi.

Saranno allestiti laboratori per le attività musicali e teatrali, per il bricolage, per tutte le performance segnalate e richieste dai giovani, che saranno così incoraggiati a incontrarsi e a trascorrere il tempo qui: in alcuni casi, saranno sottratti a luoghi meno formativi, se non propriamente.